“Krishna sa che dovrai fare una lotta con la tua mente, contro i tuoi sensi e contro la tua intelligenza, però hai Lui come alleato esattamente come lo ebbero i Pandava. Ciò non vuol dire che non ci fu la battaglia; ci fu eccome! Se ti arrendi a Krishna non significa che non dovrai fare la battaglia, ma significa che la vincerai. Vincerai una grande battaglia.”

B.V.Atulananda Acarya Swami




venerdì 14 dicembre 2018

"Coltivate cereali, non tabacco" di A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada (Sanand, India,27 Settembre 1975)


Anziché sprecare terra e fatica per far crescere cose superflue 
come il tabacco, dovremmo vivere con semplicità 
adorando Dio con il nostro lavoro
e il canto dei Suoi santi nomi




 (© Jonathan Souza | Dreamstime.com)
annad bhavanti bhutani
parjanyad anna-sambhavah
yajnad bhavati parjanyo
yajnah karma-samudbhavah

I corpi di tutti gli esseri viventi trovano il loro sostentamento nei cereali che sono prodotti dalle piogge. Le piogge sono favorite dal compimento di yajna [sacrifici] e lo yajna nasce dai doveri prescritti.”
(
Bhagavad-gita 3.14)

Mentre venivo al vostro villaggio ho visto che ci sono molti terreni agricoli destinati alla produzione di tabacco. La produzione di tabacco può darvi del denaro, ma vi mancheranno i cereali. Bhagavan, Dio la Persona Suprema, afferma:

varnasramacara-vata
purusena parah puman
visnur aradhyate pantha
nanyat tat-tosa-karanam

“Dio, la Persona Suprema, Sri Visnu, viene adorato con un opportuno adempimento dei doveri prescritti dal sistema dei varna e degli asrama. Non c’è altro modo per soddisfare Dio, la Persona Suprema.”

Nello Srimad-Bhagavatam (11.5.32) è affermato: yajnaih sankirtana-prayair yajanti hi su-medhasah “[Nell’era di Kali] le persone intelligenti adoreranno il Signore con lo yajna del canto dei santi nomi del Signore.” Yajna significa soddisfare lo yajna-purusa: il Signore, Narayana o Bhagavan. Nello Srimad-Bhagavatam (7.5.31) Prahlada Maharaja dice:

na te viduh svartha-gatim hi visnum
durasaya ye bahir-artha-maninah
andha yathandhair upaniyamanas
te ’pisa-tantryam uru-damni baddhah

“Le persone fortemente invischiate nella coscienza del godimento della vita materiale, che per questa ragione hanno accettato come loro capo o guru un uomo ugualmente cieco, attaccato agli oggetti esterni dei sensi, non possono capire che il fine dell’esistenza è quello di tornare a Dio e d’impegnarci al servizio offerto a Sri Visnu. Come ciechi guidati da un altro cieco perdono la strada e cadono nel fosso, così persone attaccate alla materia, guidate da altri uomini attaccati alla materia, sono saldamente legate dalle robuste corde dell’attività interessata e continuano ripetutamente a vivere la loro vita materialista soffrendo a causa delle tre forme di sofferenza.”

Le persone non sanno che lo scopo della vita è avvicinare Sri Visnu. Nei Purana così Shiva istruisce Parvati, aradhananam sarvesam visnor aradhanam param: “Di tutti i tipi di adorazione, l’adorazione a Visnu è la più elevata.” Perciò la vita umana è fatta per adorare Visnu. Sfortunatamente, nella loro cecità, i leader non insegnano alle persone a compiere visnu-aradhana, l’adorazione di Visnu. Il Movimento per la coscienza di Krishna è stato fondato proprio per educare le persone ad adorare Sri, Visnu. Questa è la nostra missione in tutto il mondo. Nella Bhagavad-gita (3.9) Krishna dice:

yajnarthat karmano ’nyatra
loko ’yam karma-bandhanah
tad-artham karma kaunteya
mukta-sangah samacara

“L’attività deve essere compiuta come sacrificio a Visnu, altrimenti lega il suo autore al mondo materiale. Per questa ragione, o figlio di Kunti, compi i tuoi doveri per la soddisfazione di Visnu e resterai per sempre libero dai legami della materia.”

Devoti al lavoro nei campi. (Foto di Bhargava Dasa)

L’ATTIVITA' CHE NON PRODUCE KARMA

Yajnasignifica Visnu. Si dovrebbe agire solo per soddisfare Visnu. Qualunque l’attività compiamo abitualmente dovrebbe essere finalizzata a soddisfare Visnu. Altrimenti saremo coinvolti nel karmaKarma significa che in qualche modo agiamo sotto la direzione dell’energia materiale, cioè dell’energia illusoria e perciò ne veniamo coinvolti. Nella Bhagavad-gita (13.22) si afferma, karanam guna-sango ’sya sad-asad yoni-janmasu: Otteniamo differenti tipi di corpi in base alle nostre attività e al nostro rapporto con le influenze della natura materiale. Se smettiamo di praticare visnu-aradhana, se rinunciamo ad agire per ottenere il favore di Visnu, veniamo coinvolti nelle azioni risultanti dalle nostre diverse attività. Perciò Krishna insegna,

yat karosi yad asnasi
yaj juhosi dadasi yat
yat tapasyasi kaunteya
tat kurusva mad-arpanam

“Qualunque cosa tu faccia, non importa, ma il risultato deve essere offerto a Me.”
[
Bhagavad-gita 9.27]

Ora in quest’era in tutto il mondo le persone hanno dimenticato Visnu, Dio. Esse compiono azioni a loro piacimento che le coinvolgono nascita dopo nascita, sad-asad-yoni-janmasu. Dopo la morte avremo una nascita elevata o una bassa nascita – sat asat – ma questa non è la soluzione della vita. Tutti hanno diversi tipi di occupazione, come è affermato nella Bhagavad-gita: brahma-karma, ksatriya-karma, vaisya-karma sudra-karma. In genere si opera, come brahmana, come ksatriya, come vaisya o come sudra. Sri Krishna dice:

yatah pravrittir bhutanam
yena sarvam idam tatam
sva-karmana tam abhyarcya
siddhim vintati manavah

“Se adora il Signore, che è la fonte di tutti gli esseri ed è onnipresente, l’uomo può raggiungere la perfezione compiendo l’attività congeniale alla propria natura.”
[
Bhagavad-gita 18.46]

Nell’adorazione di Krishna non c’è la limitazione che solo i brahmana possano offrire preghiere a Krishna e adorarLo; tutti possono farlo. Krishna afferma:

mam hi partha vyapasritya
ye ’pi syuh papa-yonayah
striyo vaisyas tatha sudras
te ’pi yanti param gatim

“Coloro che si rifugiano in Me, o figlio di Pritha, anche se sono di bassa nascita – donne, vaisya [mercanti] e sudra [operai] – possono raggiungere la destinazione suprema.”

Perfino coloro che sono più degradati dei sudra possono trarre beneficio dall’adorazione di Krishna. Perciò la nostra attività dovrebbe essere eseguita come uno yajna.


LO YAJNA DI QUEST'ERA 

Nel passato lo 
yajna veniva compiuto con grande opulenza. Venivano gettate nel fuoco enormi quantità di cereali e di ghee. In quest’era di Kali invece, non vi sono cereali e ghee a sufficienza da offrire nel fuoco dello yajna. Perciò in questo Kali-yuga, lo yajna viene compiuto col canto dei santi nomi del Signore. Perciò la mia unica raccomandazione è che produciate cereali a sufficienza. Non sprecate il vostro tempo a produrre tabacco. Nelle Scritture il tabacco è proibito:

abhyarthitas tada tasmai
sthanani kalaye dadau
dyutam panam striyah suna
yatradharmas catur-vidhah

“Alla richiesta di Kali, Maharaja Pariksit gli permise di stabilirsi in quei luoghi dove si trovavano il gioco d’azzardo, le sostanze intossicanti, la prostituzione e l’abbattimento degli animali.”
[
Srimad-Bhagavatam 1.17.38]

Pana significa anche fumare. Queste quattro cose – fare scommesse, prendere intossicanti, fare sesso illecito e uccidere gli animali – sono considerate attività colpevoli. E nella Bhagavad-gita [7.28] è detto:

yesam tv anta-gatam papam
jananam punya-karmanam
te dvandva-moha-nirmukta
bhajante mam driaha-vratah

Se non si è liberi dalle attività colpevoli, non ci si può impegnare completamente nell’adorazione del Signore Supremo, Krishna. Perciò chiunque voglia ottenere il vero beneficio della forma umana deve rifiutare questi quattro principi di vita peccaminosa.
Krishna perciò dice a tutti:

sarva-dharman parityajya
mam ekam saranam vraja
aham tvam sarva-papebhyo
moksayisyami ma sucah

“Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me. Io ti libererò da tutte le reazioni del peccato, non temere.”
[
Bhagavad-gita 18.66]

Non è possibile liberarci dalle attività colpevoli con le nostre sole forze, perché in quest’era di Kali siamo tutti soggetti a compiere attività colpevoli. Se però ci arrendiamo a Krishna come Egli c’insegna – interamente e senza riserve – Egli ci aiuterà a liberarci dalle reazioni del peccato.

Vi ringrazio moltissimo.


martedì 11 dicembre 2018

"Aumentate il vostro amore per Krishna" di A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada


La civiltà umana dovrebbe aiutarci ad amare Dio e non
dovrebbe spingerci in basso nell’ignoranza


Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

di
Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore-Acarya
dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

evam manah karma-vasam prayunkte
avidyayatmany upadhiyamane
pritir na yavan mayi vasudeve
na mucyate daha-yogena tavat

“Quando l’influenza dell’ignoranza ricopre l’anima individuale, questa non può comprendere la natura dell’essere infinitesimale né quella dell’Essere Supremo; la sua mente è allora soggiogata dall’azione interessata. Di conseguenza, finché non sviluppa il suo amore per Sri Vasudeva, che non è altri che Dio stesso, non potrà certamente essere liberata dalle trasmigrazioni successive.” –Srimad-Bhagavatam 5.5.6

Questo verso è molto importante perché tratta il problema del nostro contatto con il corpo materiale: daha-yogena. Questo è il vero problema della vita, ma nessuno lo conosce. In particolare oggi le persone non riescono a comprendere che “il corpo materiale è un elemento estraneo di cui, in un modo o nell’altro, siamo vittime intrappolate al suo interno.” Questo è il vero problema che le persone non conoscono. È avidya, l’ignoranza. Ci sono due potenti forme di avidya. Una deriva dal rajo-guna, l’influenza della passione, e l’altra dal tamo-guna, l’influenza dell’ignoranza. Il tamo-guna è una copertura molto spessa, mentre quella del rajo-guna è un po’ più rarefatta...

mercoledì 5 dicembre 2018

"Gesù Cristo era un Guru" di A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada


Il maestro spirituale fondatore del Movimento per la Coscienza di Krishna riconosce Gesù Cristo come “il figlio di Dio, il rappresentante di Dio…”il nostro guru…la nostra guida spirituale”, ma non risparmia parole dure a coloro che si proclamano suoi seguaci.

Lo Srimad-Bhagavatam afferma che ogni autentico predicatore della coscienza di Dio deve possedere tolleranza (titiksà) e compassione (karunà), due qualità presenti nel carattere di Gesù Cristo. Egli era così tollerante che non biasimò nessuno perfino mentre veniva crocifisso, ed era così compassionevole che pregò il Padre di perdonare proprio quelli che cercavano di ucciderlo. (Ovviamente non potevano ucciderlo, ma avendone l’intenzione, si macchiarono di una grave offesa). Sulla croce Cristo pregò: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.
Un predicatore della coscienza di Dio è amico di tutti e Gesù illustrò questo principio insegnando il quinto comandamento, “Non uccidere”, ma i cristiani travisano la sua istruzione. Credono che gli animali non abbiano l’anima, perciò si sentono liberi di ucciderne a milioni nei mattatoi. Sono numerosi coloro che si professano cristiani, ma è davvero molto difficile trovarne uno che segua alla lettera le istruzioni di Gesù Cristo. Un vaishnava è infelice nel vedere gli altri soffrire, e Gesù Cristo accettò di sacrificarsi per liberare il prossimo dalla sofferenza, ma i suoi seguaci sono così sleali da pensare: “Lasciamo che soffra per noi e continuiamo a peccare”. Amano a tal punto Cristo da dirgli: “Mio caro Gesù, siamo troppo deboli per abbandonare le nostre attività colpevoli, quindi, per favore, soffri tu per noi”.
Gesù ha detto “Non uccidere”, ma i suoi seguaci hanno deciso di uccidere comunque e aprono grandi mattatoi altamente meccanizzati. “Se pecchiamo, Cristo soffrirà per noi”. Questa è la loro abietta conclusione. Cristo può assumersi le sofferenze dovute ai peccati pregressi dei suoi devoti, ma essi devono innanzitutto ragionare con profonda onestà: “Perché Gesù deve pagare per i miei peccati? Sono io che devo smettere di peccare”.
Supponiamo che il figlio prediletto di un uomo commetta un omicidio e pensi: “Se mi arrestano sarà mio padre a soffrire al posto mio”. La legge lo permetterà? Quando l’omicida viene preso e dice, “No, no! Rilasciate me e arrestate mio padre, sono il suo figlio prediletto”!, la polizia accoglierà la sua stupida richiesta? Lui ha commesso l’omicidio ma pensa che suo padre dovrebbe subire il castigo! E’ una proposta ragionevole? “No. Tu sei l’assassino, tu devi essere condannato”. Quando commettete atti peccaminosi siete voi a patirne le conseguenze, non Gesù. Questa è la legge di Dio.
Gesù Cristo era una personalità davvero grande, il figlio di Dio. Non aveva difetti, eppure fu crocifisso. Voleva dare a tutti la coscienza di Dio, ma in cambio fu messo in croce. Erano così ingrati! Non riuscivano ad apprezzare la sua predica. Noi invece l’apprezziamo e onoriamo Gesù come rappresentante di Dio. Egli dovette adeguare il proprio messaggio al tempo, al luogo e alla circostanza in cui predicò, ma è senz’altro il rappresentante di Dio, quindi lo veneriamo e gli offriamo i nostri omaggi.
Una volta, a Melbourne, un gruppo di sacerdoti cristiani venne a farmi visita. Mi chiesero cosa pensassi di Gesù Cristo e si mostrarono contenti quando risposi: “E’ il nostro guru. Predicava la coscienza di Dio, quindi è il nostro maestro spirituale”.
In realtà, chiunque predichi le glorie di Dio deve essere accettato come guru. Gesù era una grandissima personalità; non dobbiamo crederlo un uomo comune. Le Scritture dicono che chiunque consideri il maestro spirituale un uomo comune ha una mentalità demoniaca. Se Gesù fosse stato una persona ordinaria, non avrebbe potuto diffondere la coscienza di Dio.

giovedì 15 novembre 2018

"Attività dopo la liberazione"

Ritenendo che la realizzazione del Brahman rappresenti la perfezione,
molti eruditi vedici non raggiungono lo scopo finale

di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya
dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna
            
                                      

                                           
Tutti i trascendentalisti nella tradizione vedica aspirano alla liberazione, ma solo i Vaisnava sanno che liberazione non significa fermare tutte le attività; significa servizio a Krishna in una eterna relazione con Lui.
Tutti i trascendentalisti nella tradizione vedica aspirano alla liberazione, ma solo i Vaisnava sanno che liberazione non significa fermare tutte le attività; significa servizio a Krishna in una eterna relazione con Lui.

sri-bhagavan uvaca
urdhva-mulam adhah-sakham
asvattham prahur avyayam
chandamsi yasya parnani
yas tam veda sa veda-vit

“Dio, la Persona Suprema, disse: Esiste un albero baniano che è eterno e ha le radici che si dirigono verso l’alto e i rami verso il basso; le sue foglie sono gli inni vedici. Chi conosce quest’albero conosce i Veda.”
(Bhagavad-gita 15-1)

Questa descrizione si trova nella letteratura vedica. Veda significa conoscenza. Dalla radice vid è derivata la parola Veda che significa conoscenza. Vi sono diversi tipi di conoscenza e dai Veda si può ottenere perfettamente ogni tipo di conoscenza. C’è il Dhanur-veda, l’Ayur-veda, il Rig-veda, il Sama-veda — rami distinti dei Veda, ma lo scopo dello studio dei Veda è quello di comprendere Krishna. Ci sono vari tipi di libri di conoscenza. Se lo studio di questi libri di conoscenza porta a conoscere il Signore Supremo, Krishna, allora questa conoscenza è perfetta.

bahunam janmanam ante
jnanavan mam prapadyate
vasudevah sarvam iti
sa mahatma su-durlabhah

“Dopo molte nascite e morti chi è situato nella vera conoscenza si sottomette a Me sapendo che Io sono la causa di tutte le cause e sono tutto ciò che esiste. Un’anima così grande è molto rara.”
(Bhagavad-gita 7-19)

Dopo aver studiato i Veda acquisendo una conoscenza speculativa, colui che è davvero saggio si arrende a Krishna. Perché? Perché Krishna è tutto. Tutto ciò che vediamo e sperimentiamo è energia di Krishna. La realtà materiale è un’espansione dell’energia di Krishna, il mondo spirituale è un’espansione dell’energia di Krishna, il brahmajyoti è un’espansione dell’energia di Krishna e il Paramatma (l’Anima Suprema) è un’espansione di un’espansione plenaria di Krishna.
Il Visnu Purana afferma:

eka-desha-sthitasyagner
jyotsna vistarini yatha
parasya brahmanah shaktis
tathedam akhilam jagat

“Il fuoco è in un punto ma distribuisce calore e luce intorno. Allo stesso modo Dio, la Persona Suprema, distribuisce le Sue energie in vari modi.”

La realtà materiale non è nient’altro che una manifestazione dell’energia di Krishna. Poiché noi siamo parti di Krishna, siamo Brahman, spirito. Ora ci identifichiamo con la materia. Mukti, la liberazione, significa cessare di identificarsi con la materia realizzando aham brahmasmi: “Io sono spirito.” Questa realizzazione da sola non è però sufficiente; dobbiamo agire come Brahman. Questa è la perfezione della conoscenza.
Quindi realizzare soltanto: “Io sono Brahman” non è la perfezione. Questa è avisuddha-buddhayah, intelligenza non pura:

ye ’nye ’ravindaksa vimukta-maninas
tvayy asta-bhavad avisuddha-buddhayah
aruhya kricchrena param padam tatah
patanty adho ’nadrita-yusmad-anghrayah

“O Signore dagli occhi di loto, sebbene i non-devoti che si dedicano a rigide austerità e penitenze per raggiungere la posizione più elevata possono credersi liberati, non hanno ancora un’intelligenza pura. Cadono quindi dalla loro presunta posizione di superiorità perché non hanno considerazione per i Tuoi piedi di loto.”
(Srimad-Bhagavatam 10.2.32)

La sola comprensione di aham brahmasmi non ci aiuterà. Anche se con rigide austerità e privazioni si arriva ad immergersi nel Brahman, c’è ancora la possibilità di cadere. Perché? Colui che non ha realizzato i piedi di loto della Persona Suprema, Sri Krishna, è destinato a cadere.
In India abbiamo incontrato molti famosissimi sannyasi, studiosi molto eruditi che conoscono le scritture, ma essi sono coinvolti nella politica. Perché? Se questo mondo è mithya (falso), come voi dite, e pertanto lo avete rifiutato, allora perché tornate ad occuparvi di politica? Perché vi occupate di questo mondo mithya? Perché non avete raggiunto la realizzazione.

Persone di questo tipo pensano: “Ora siamo liberati,” ma in realtà non sono liberati, perché la loro intelligenza non è ancora pura. Perciò, anche dopo severe austerità e privazioni e dopo essere arrivati alla realizzazione del Brahman, poiché essi non hanno realizzato i piedi di loto di Krishna, cadono. Accade così perché non sono impegnati a livello spirituale.
Non desidero fare il nome di questi grandissimi sannyasi indiani che sono caduti in questo modo, ma voi sapete che i membri della sampradaya dei Mayavadi (la successione dei filosofi impersonalisti) ritengono che questo mondo sia mithya. Il loro slogan è brahma satyam jagan mithya: “Lo spirito è la verità, ma questo mondo è falso.” Ma se questo mondo è falso perché cadete dalle vostre posizioni cosiddette liberate nel Brahman per occuparvi di attività filantropiche o politiche?


IL PRIMO INSEGNAMENTO DI KRISHNA

Realizzare il Brahman significa comprendere “Io non sono questo corpo.” Finché ci si identifica con il corpo, non siamo migliori degli animali. Questo è il primo insegnamento.
All’inizio della Bhagavad-gita (2.13) Krishna dice:

dehino ’smin yatha dehe
kaumaram yauvanam jara
tatha dehantara-praptir
dhiras tatra na muhyati

“Come l’anima incarnata passa, in questo corpo, dall’infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, così l’anima passa in un altro corpo all’istante della morte. La persona saggia non è turbata da questo cambiamento.”

Questa è la realizzazione preliminare del Brahman, ma si deve rendere stabile questa realizzazione del Brahman:

brahma-bhutah prasannatma
na socati na kanksati
samah sarvesu bhutesu
mad-bhaktim labhate param

“Colui che ha così raggiunto la Trascendenza realizza subito il Brahman Supremo e diventa felice. Non si lamenta, non ha desideri di possesso ed è equanime verso tutti gli esseri viventi. In questa condizione può servirMi con una devozione pura.”
(Bhagavad-gita 18-54)

Quando si è veramente liberi dalla concezione della vita basata sul corpo e si vede ovunque l’identità spirituale, allora ci si può impegnare nell’attività del Brahman. Il bhakti-yoga rappresenta le attività del Brahman. I filosofi Mayavadi pensano che dopo la realizzazione del Brahman non ci sia più attività, ma questo non è vero. La vera attività comincia dopo la realizzazione del Brahman. Questa è l’attività del Brahman. Questo è il bhakti-yoga. Krishna è il Param Brahman, il Brahman Supremo e poiché noi siamo parti di Krishna allora naturalmente siamo anche Brahman, proprio come una particella d’oro deve essere oro.

Non c’è dubbio su questo, ma ciò non significa che la particella d’oro sia uguale alla miniera d’oro. Questo non è possibile. La parte non è mai uguale al tutto. Krishna ha già descritto il bhakti-yoga. Ora Egli descrive le attività nel mondo materiale. Dobbiamo agire in modo da liberarci alla fine della vita per tornare a casa, a casa da Dio. Queste sono le vere attività da compiere nel mondo materiale evitando di comportarci come animali intenti solo a mangiare, dormire, fare sesso e difendersi.


L’ALBERO CAPOVOLTO

Krishna descrivendo il mondo materiale lo paragona ad un albero baniano che ha le radici verso l’alto. Questo significa che il mondo materiale è creato dal mondo spirituale. Il seme della creazione si trova nel mondo spirituale, il regno di Dio — Narayana o Krishna. Qui il mondo materiale viene descritto come un riflesso del mondo spirituale. Se voi siete sulla riva di un lago, vedrete che tutti gli alberi riflessi nell’acqua sono capovolti. Gli alberi veri sono sulla riva del lago, ma i loro riflessi sono capovolti. La parte superiore di un albero si trova in basso. Il mondo materiale viene paragonato a questo riflesso.

Nella Bhagavad-gita (7.4) Krishna dice che l’energia materiale è una Sua energia. L’energia viene sempre considerata la parte femminile, mentre l’energetico è sempre ritenuto la parte maschile. Nella Bhagavad-gita (14.4), Krishna dice inoltre che Egli è il padre che dà il seme. Egli è il seme originale del mondo materiale che si è espanso dal mondo spirituale. Ci sono tre tipi d’energia di Dio, la Persona Suprema: l’energia materiale, quella spirituale e quella marginale. La creazione materiale si realizza dall’energia materiale. L’energia spirituale è eterna. Questo è il mondo spirituale e tra i due mondi, materiale e spirituale c’è l’energia marginale composta da noi, esseri viventi.

Noi esseri viventi in realtà siamo prakriti, energia. Non siamo il Purusa, Dio, la Persona Suprema. Purusa significa goditore, ma i filosofi Mayavadi vogliono trasformare la prakriti in Purusa. Le jiva, gli esseri viventi vengono descritti come para-prakriti, energia superiore. Esse sono superiori alla materia perché regolano la materia. Esse cercano di godere delle risorse materiali. In realtà non possono farlo, ma ci provano. Sebbene vengano definite energia superiore, esse sono energia, non l’energetico.

Il mondo materiale è eterno e anche gli esseri viventi sono eterni. Il mondo materiale è eterno nel senso che è un’energia di Krishna. Se Krishna è eterno anche la Sua energia è eterna, ma la manifestazione di questa energia è temporanea. Se non esistesse l’energia, come potrebbe manifestarsi il mondo materiale? Ci sono molte energie dentro di voi, dentro di me che non sempre sono manifestate, ma a volte lo sono. Esse sono dette acintya-sakti, energie inconcepibili.

Con la Sua energia inconcepibile Krishna crea il mondo materiale — immensi oceani e pianeti, l’universo. Con il semplice respiro del Signore Maha-Visnu vanno e vengono un numero illimitato di universi. Queste sono le inconcepibili energie del Signore. E poiché noi siamo parti di Krishna, anche noi abbiamo inconcepibili energie che non sempre sono manifestate.

Come noi, il mondo materiale è un’energia eterna e non è irreale come i filosofi mayavadi affermano: jagan mithya. No, il mondo non è irreale; esiste, ma è temporaneo. Questa è la filosofia Vaisnava. Noi non diciamo che il mondo è irreale, perché dovrebbe essere irreale? Se proviene dalla verità, come potrebbe essere falso?


LA PERFEZIONE DEL MONDO MATERIALE

Il mondo materiale è perfetto, ma viene usato male. Questo cattivo uso è maya, l’illusione. In che modo viene usato male? Krishna dice di essere il goditore. Bhoktaram yajna-tapasam sarva-loka-mahesvaram (Bhagavad-gita 5.29). Egli è il proprietario di tutti i pianeti, di tutti gli universi, ma sfortunatamente noi abbiamo dimenticato Krishna, cercando di diventare i goditori del mondo materiale Questa è maya. Il mondo non è mayaMaya è la volontà degli esseri viventi di godere del mondo materiale per soddisfare i propri sensi.

Nella ricerca di godere del mondo materiale, gli esseri viventi vengono irretiti. I cosiddetti scienziati, filantropi e politici cercano di godere il mondo materiale al meglio delle loro possibilità e inventano espedienti per poterne godere. Questa è maya. Essi sono affascinati da maya: “Cercate il piacere.” Le anime condizionate cercano questo — come godere. Dobbiamo comprendere questo mondo materiale e come funziona. Questo sarà descritto nel quindicesimo capitolo.

Conoscenza vedica significa comprendere la costituzione del mondo materiale, come funziona, cosa siamo, perché siamo venuti qua, perché ci impegniamo così duramente per l’esistenza, qual è il nostro dovere, come liberarci da questo asservimento e così via. Dobbiamo imparare non solo a liberarci da questo condizionamento ma anche ad impegnarci spiritualmente. La semplice liberazione non è il nostro scopo finale. Supponete di essere impiegati in un lavoro che non vi piace e di voler cambiare. Se vi limitate a rinunciare al vostro lavoro, questo non basta. Dovete accettare un altro lavoro. Allora va bene.

Il vero impegno spirituale è di essere eterni servitori di Krishna. Questa è la perfezione dell’esistenza. Chiunque s’impegni nell’eterno servizio al Signore è perfetto. Questa è la muktiMukti significa essere liberi dalle attività inutili. Le attività materiali sono tutte inutili perché vengono compiute con una concezione della vita basata sul corpo. La scimmia costituisce un buon esempio di una concezione di vita basata sul corpo. Essa è molto attiva, ma la sua attività è inutile.
Servire Krishna significa impegnarsi in attività utili, non rinunciando alle cose di questo mondo che possono essere usate per servire Krishna. Srila Rupa Gosvami ha scritto.

prapancikataya buddhya
hari-sambandhi-vastunah
mumuksubhih parityago
vairagyam phalgu kathyate

“Quando le persone che desiderano ottenere la liberazione rinunciano a cose che sono in relazione con Dio, la Persona Suprema, pensando che siano materiali, la loro rinuncia è detta incompleta.”

Rupa Gosvami parla di phalgu-vairagya, rinuncia incompleta. Vairagya significa astenersi dal piacere materiale o piacere dei sensi. Sia jnana (conoscenza) sia vairagya sono necessarie per purificare la nostra esistenza e si possono ottenere offrendo servizio devozionale al Signore Vasudeva, Krishna. Questi giovani europei e americani sono vairagi, rinunciati. Essi erano completamente dediti ai piaceri materiali, ma hanno lasciato tutto per amore di Krishna. Niente sesso illecito, niente intossicanti, niente carne e niente gioco d’azzardo — hanno smesso tutte queste attività. Questo è vairagya.


AGIRE PER IL VERO INTERESSE

La loro energia viene usata al servizio di Krishna. Essi predicano questo movimento per la coscienza di Krishna in tutto il mondo. Questo era il dovere degli Indiani, ma sfortunatamente sono diventati insensibili. Ora essi sono attratti dalla tecnologia. Sri Caitanya Mahaprabhu aveva consigliato a tutti gli Indiani:

bharata-bhumite haila manusya-janma yara
janma sarthaka kari’ kara para-upakara
(Caitanya-caritamrita, Adi-lila 9.41)

“Chi è nato come essere umano sulla terra dell’India (Bharata-varsa), dovrebbe fare della sua vita un successo operando per il bene degli altri.”

Para-upakara — agire per il benessere — significa distribuire la coscienza di Krishna. Tutti soffrono per la mancanza della coscienza di Dio o coscienza di Krishna. Pertanto distribuire la coscienza di Krishna è l’attività più altamente umanitaria. Il dovere di quelli che sono nati come esseri umani in India è di rendere perfetta la loro vita diventando coscienti di Krishna e di distribuire questa coscienza in tutto il mondo. Questo è il loro dovere, ma non lo stanno adempiendo.

In qualche modo ho riunito alcuni giovani europei e americani che mi aiutano a diffondere questo movimento. Questo è lo scopo per cui siamo venuti — che coloro che sono realmente seri per servire Krishna si uniscano a questo movimento, anima e cuore, aiutando a diffondere il movimento in tutto il mondo.

Vi ringrazio moltissimo. Hare Krishna.

sabato 10 novembre 2018

"Ascoltare da Persone simili a Cigni" di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada


Qui sopra, da sinistra a destra: I fondatori delle quattro linee Vaisnava di maestri spirituali – Laksmi Devi, i quattro Kumara, Brahma e Siva. Dettagli da un dipinto di (da sinistra a destra): Dhriti-Devi Dasi, Ramaprasada Dasa, Bharadvaja Dasa, Muralidhara Dasa.)

di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore-Acarya
dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna


so’ham priyasya suhridah paradetaya / lila-kathas tava nïsimha virinca-gitah
anjas titarmy anugrinan guna-vipramukto / durgani te pada-yugalaya-hamsa-sangah

“O mio Signore, Sri Nrisimhadeva, impegnami nel Tuo servizio d’amore trascendentale in compagnia dei devoti liberati [hamsa] così mi libererò completamente dalla contaminazione prodotta dal contatto con le tre influenze della natura materiale e potrò cantare le glorie di Tua Grazia, che mi sono così care. Canterò le Tue glorie seguendo esattamente le orme di Brahma e della sua successione di maestri spirituali. In questo modo riuscirò senza dubbio a traversare l’oceano dell’ignoranza.”
– Srimad-Bhagavatam 7.9.18

Virinca indica Brahma e i suoi seguaci. Noi siamo membri della Gaudiya-sampradaya, il che significa che anche noi apparteniamo alla Brahma-sampradayaSampradaya significa successione di maestri spirituali. La nostra inizia da Brahma. Ci sono quattro sampradaya Vaisnava: Brahma-sampradaya, Rudra-sampradaya, Kumara-sampradaya e Laksmi-sampradaya. Se non accettiamo la successione di maestri spirituali di una di queste sampradaya, il nostro tentativo di fare avanzamento nella vita spirituale fallirà. Il Padma Purana afferma: sampradaya-vihina ye mantras te nishala matah: “Se non ricevete il vostro mantra da una sampradaya autentica, esso non darà frutti.” Non possiamo inventare le nostre preghiere personali; dobbiamo seguire le orme dei mahajana, le grandi anime.

I leader delle quattro sampradaya Vaisnava sono tutti mahajana: Brahma, Siva, i Kumara e Laksmidevi. Laksmidevi è la potenza spirituale di Sri Visnu o Narayana. È sempre impegnata a massaggiare i piedi di loto di Narayana ed è conosciuta come Sri, che significa opulenza, fortuna e bellezza. Ella è la fonte inesauribile di tutte queste cose. La sua sampradaya è detta Sri-sampradaya, ed è chiamata anche Ramanuja-sampradaya perché il guru principale di questa successione è Ramanuja. I membri della Ramanuja-sampradaya adorano Laksmi-Nariayana. Ciascuna delle quattro sampradaya adora il Signore insieme alla Sua potenza spirituale. Come noi adoriamo Radha-Krishna, la Ramanuja sampradaya adora Laksmi-Narayana o Sita-Rama. Tutti dovrebbero seguire una sampradaya Vaisnava.

Anche Prahlada Maharaja è un mahajana, perché segue altri mahajana. Qui egli dice a Sri Nrisimha, l’incarnazione di Sri Krishna metà uomo e metà leone: “Gusterò l’ascolto del racconto dei Tuoi divertimenti.” Il racconto di cui egli parla non è stato scritto da qualche autore di testi teatrali o di romanzi. No, non è così. Questi sono inutili. Non si dovrebbe prendere in considerazione questo tipo di narrativa. Se una persona comune ha scritto sui lila di Krishna, sui divertimenti di Krishna, questi non si devono prendere in considerazione. I lila di Krishna devono essere narrati da una persona autorizzata della sampradaya. Altrimenti sono inutili. Non dobbiamo prenderli in considerazione. Perciò Prahlada fa un riferimento particolare, lila-kathas tava nrisimha virinca-gitah: “il racconto dei Tuoi divertimenti fatto da mahajana come Brahma.”

Offriamo preghiere composte da Brahma dette Brahma-samhita. Non possiamo offrire preghiere scritte da qualche persona insignificante. No. Virinca-gitah: “pronunciate da Brahma.” Se si recitano preghiere composte da mahajana, questa recitazione ha un potere spirituale. Il signor Max Mueller è molto famoso come traduttore dei Veda. Molti studiosi hanno letto le sue traduzioni, ma nessuno di loro ha potuto comprendere lo scopo dei Veda, perché egli non è nella successione di una sampradayaNayam atma pravacanena labhyo na medhaya na bahuna srutena (Katha Upanisad 1.2.23). Questa è l’istruzione data nei VedaAyam atma si riferisce alla realizzazione di Dio o di se stessi. Con un’espressione leggermente diversa viene detto, nayam atma bala-hinena labhyah: “Chi non ha forza spirituale non può comprendere Dio.” Na medhaya: avere una mente fertile, pronta ad escogitare idee inventate, non significa essere capaci di comprendere Krishna. Questo non è possibile. Solo una persona favorita da Krishna e Sua devota confidenziale può comprendere.


Corvi e Cigni

Prahlada Maharaja dà un avvertimento quando dice: “Reciterò il racconto dei Tuoi passatempi composto da Brahma.” Questo è il segreto del successo. Non si può comporre seguendo la propri fantasia. Perciò le parole successive sono molto importanti. Pada-yugalaya-hamsa-sangah: “completamente assorto nella meditazione sui Tuoi piedi di loto in compagnia di anime liberate.” I piedi di Krishna vengono paragonati al loto. Diciamo “piedi di loto”. Dove ci sono i fiori di loto ci sono gli hamsa, i cigni. Qui la parola cigno indica l’anima liberata. C’è differenza tra i corvi e i cigni. I corvi si riuniscono in luoghi sporchi dove si conservano le cose marce. Il corvo non andrà dove sono i fiori di loto; hamsa, il cigno ci andrà.

Anche tra gli uccelli ci sono le categorie: quella dei corvi, quella dei cigni, dei piccioni e dei passerotti. Ognuno appartiene a un gruppo, ma un gruppo è diverso da un altro. Nello stesso modo, dove c’è krishna-katha, dove si parla di argomenti che riguardano Krishna, gli uomini simili ai corvi non verranno. Dove c’è il cinema, dove danzano le prostitute, dove si beve si riuniranno gli uomini simili ai corvi.

na yad vacas citra–padam harer yaso
jagat-pavitram pragrinita karhicit
tad vayasam tirtham usanti manasa
na yatra hamsa niramanty usi ksayah

“Le parole che non esprimono le glorie del Signore, sufficienti a rendere pura l’atmosfera dell’intero universo, sono considerate dalle persone sante come luogo di pellegrinaggio per i corvi. Poiché abitano il mondo trascendentale, le persone perfettamente realizzate non trovano alcun piacere in esse.”
(Srimad-Bhagavatam 1.5.10)

La categoria degli uomini simili ai corvi preferisce qualsiasi tipo di letteratura creativa che non glorifica il Signore, ma le persone sante accetteranno la letteratura vedica cantata da Brahma, da Siva o da un altro devoto anche se è scritta in un linguaggio imperfetto. Questo è il segreto del successo. Se i vostri scritti seguono esattamente quelli dei mahajana, saranno gustati da persone sante molto elevate, altrimenti verranno respinti perché adatti solo ai corvi. Perciò tutti devono esserne avvisati, come Prahlada Maharaja avvisa noi. Non dovremmo indulgere nella lettura di opere speculative o di letteratura che non è mai venuta in contatto con i mahajana. Perché diamo così tanta importanza alla Bhagavad-gita? Perché è enunciata da Krishna.

Nello stesso modo, qualsiasi cosa scritta da un puro devoto di Krishna è importante. Altrimenti non è importante. Dovremmo essere sempre impegnati nel servizio devozionale a Krishna. Leggere i libri è un buon impegno, ma devono essere scritti da persone autorevoli che conoscono Krishna. Altrimenti leggere i giornali o i comuni libri ventiquattro ore al giorno è una semplice perdita di tempo. Se leggiamo la letteratura autorizzata che cosa accadrà? Ajas titarmy anugrinan gunavipramukto: saremo liberati dal coinvolgimento materiale. La Bhagavad-gita e Bhagavan Sri Krishna sono identici. Non c’è differenza.

Se leggo con l’intenzione che “potrò stare in compagnia dei devoti di Krishna”, allora la Bhagavad-gita non è diversa da Krishna. Non c’è differenza. Se sei un devoto autentico, quando leggi la Bhagavad-gita devi sapere che Krishna è lì. Se sei un puro devoto, quando canti Hare Krishna, Krishna è lì che danza sulla tua lingua. Non pensare in modo diverso. Krishna è lì. Se canti Hare Krishna senza offese – ci sono dieci tipi di offese – allora devi sapere che Krishna è lì. Lo stesso vale per la lettura dei lila-katha, i divertimenti di Krishna e dei Suoi devoti.

Oggi leggiamo lo Srimad-Bhagavatam, il lila-katha di Krishna e del Suo devoto Prahlada Maharaja. Lila è il rapporto tra il devoto e il Signore. Tutto il contenuto dello Srimad-Bhagavatam è Bhagavan e bhakta. Bhagavan è il Signore e bhakta è il devoto. Nello Srimad-Bhagavatam non troverete alcun argomento di un giornale – “C’è stato un terremoto a Londra”, questo e quello. Non ci trovate niente di tutto questo. Non si tratta di vayasatirtham, non è per il piacere degli uomini simili ai corvi. È per le persone simili ai cigni, hamsa.


Separare lo Spirito dalla Materia

Perché la parola hamsa viene usata per indicare una persona liberata? Hamsa significa cigno. Se al cigno si dà del latte mescolato con acqua, il cigno ha la capacità di bere il latte e di rifiutare l’acqua. Paramahamsa indica una persona che, sebbene sia nel mondo materiale, ha rifiutato le cose materiali e si è dedicata a Krishna. Krishna è ovunque anche nel mondo materiale. Lo hamsa e non i corvi possono dedicarsi a Krishna. Coloro che sono in coscienza di Krishna vengono educati a diventare hamsa o sono hamsa. Non s’interessano alle cose materiali. Si occupano di Krishna. Krishna è dovunque, ma solo i devoti possono trovare Krishna in ogni luogo. Come? Qual è il metodo? Il metodo è il servizio devozionale. Ovunque tu sia impegnato nel servizio devozionale, sei con Krishna.

iha yasya harer dasye
karmana manasa vaca
nikhilasv apy avasthasu
jivan-muktah ca ucyate

“Chi agisce in coscienza di Krishna (o in altre parole serve Krishna) con il corpo, la mente, l’intelligenza e le parole è una persona liberata anche in questo mondo materiale, nonostante possa essere impegnata in varie cosiddette attività materiali.”
(Bhakti-rasamritasindhu 1.2.187)

Chi ha il desiderio sincero di servire Krishna in ogni situazione, in qualunque corpo, in qualsiasi circostanza, è un jivan-mukta, un’anima liberata. Questa è la posizione del paramahamsaJivan-mukta significa che è paramahamsa anche se vive nel corpo. Non ha alcun interesse per il corpo. S’interessa solo di Krishna. Dobbiamo prendere rifugio in una persona così. Perciò qui è detto, pada-yugalaya-hamsa-sangah: cerca la compagnia di un devoto che vive sempre sotto la protezione, il rifugio dei piedi di loto di Krishna, come lo hamsa. Quando c’è un loto i cigni vanno sotto l’acqua e avvolgono il collo attorno agli steli del loto. La nostra mente dovrebbe essere educata come un hamsa, a prendere rifugio ai piedi di loto di Krishna come il cigno si avvolge allo stelo del fiore di loto. Se stiamo con e serviamo un hamsa che non ha alcun interesse per il mondo materiale e ha preso la parte migliore del mondo materiale – Krishna – allora la nostra vita avrà successo. Anjas titarmi. Attraverseremo con grande facilità l’oceano dell’ignoranza.


Come l’Acqua nell’Orma dello Zoccolo di un Vitello

Lo Srimad-Bhagavatam (10.14.58) afferma:

samasrita ye pada-pallava-plavam
mahat-padam punya-yaso murareh
bhavambudhir vatsa-padam param padam
padam padam yad vipadam na tesam

“Per coloro che si sono rifugiati sul vascello dei piedi di loto del Signore – il rifugio della manifestazione cosmica e famoso come Murari, il nemico del demone Mura – l’oceano dell’esistenza materiale è simile all’acqua contenuta nell’orma dello zoccolo di un vitello. La loro destinazione è param padam, Vaikuntha, il luogo dove non esistono sofferenze materiali, non il luogo dove ad ogni passo c’è un pericolo.”

Bhavambudhih significa il grande oceano dell’ignoranza in cui siamo caduti e in cui ora lottiamo strenuamente per la nostra esistenza. Se vieni gettato nell’oceano, anche se sei un esperto nuotatore, la tua è una situazione molto pericolosa. Dovrai lottare. Non puoi dire: “Sono un bravo nuotatore e riuscirò facilmente ad attraversare l’oceano.” No. Questo non è possibile, ma puoi attraversare l’oceano dell’esistenza materiale se prendi rifugio ai piedi di loto del Signore Supremo. I piedi di Krishna sono il rifugio dell’intera creazione materiale. L’energia materiale totale è detta mahat-tattva.

L’intera manifestazione cosmica è venuta dal mahat-tattva e quest’ultimo proviene dai piedi di loto di Krishna. Perciò, prendendo rifugio ai piedi di loto di Krishna si può attraversare l’esistenza materiale. Bhavambudhir vatsa-padam. L’immenso oceano dell’ignoranza diventa una piccola pozza d’acqua come quella contenuta nell’orma dello zoccolo di un vitello. Nel verso precedente, Prahlada Maharaja descriveva il mondo materiale come un luogo di sofferenza. A volte, dopo aver ottenuto le cose desiderate siamo, per così dire, felici, ma la maggior parte delle volte siamo infelici perché abbiamo a che fare con cose indesiderabili. Per proteggerci da questi elementi avversi, la cosa migliore è quella suggerita nel verso di oggi: ascoltare dalla bocca dei puri devoti gli argomenti che riguardano Krishna.

Impegnamoci sempre a cantare Hare Krishna o a leggere i divertimenti del Signore, lila-katha. Lo Srimad- Bhagavatam è pieno di lila-katha, i divertimenti di Sri Krishna. Cantare Hare Krishna e leggere i divertimenti di Krishna è l’unico modo per liberarsi dalle miserevoli condizioni di questo mondo materiale. Perciò Caitanya Mahaprabhu ha detto:

trnad api su-nicena taror iva sahisnuna
amanina mana-dena kirtaniyah sada harih

“Si deve cantare il santo nome del Signore in un umile stato di mente, ritenendosi più bassi di un filo d’erba nella strada; si dovrebbe essere più tolleranti di un albero, liberi dal falso prestigio e pronti ad offrire i propri omaggi agli altri. In questa posizione mentale si può cantare costantemente il nome del Signore.”
(Siksastaka Verso 3)

Quando leggete, ascoltate o cantate i divertimenti del Signore, questo è kirtana. Se cantate il mantra Hare Krishna accompagnati da strumenti musicali, anche questo è kirtana. Non c’è alcuna differenza. Dobbiamo sempre impegnarci nel kirtanakirtaniyah sada harih. Dovremmo cantare il mantra Hare Krishna o leggere i nostri libri. Allora saremo al sicuro da maya, altrimenti saremo sue vittime in ogni momento.

Vi ringrazio moltissimo. Hare Krishna.