“Krishna sa che dovrai fare una lotta con la tua mente, contro i tuoi sensi e contro la tua intelligenza, però hai Lui come alleato esattamente come lo ebbero i Pandava. Ciò non vuol dire che non ci fu la battaglia; ci fu eccome! Se ti arrendi a Krishna non significa che non dovrai fare la battaglia, ma significa che la vincerai. Vincerai una grande battaglia.”

B.V.Atulananda Acarya Swami




venerdì 1 settembre 2017

"Il Segreto del Successo" di Srila A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupada


Risultati immagini per srila prabhupadaSrimad-Bhàgavatam 7-9-28

Commento

  “...Prahlàda Maharaja si vide offrire direttamente tutte le benedizione che avrebbe potuto desiderare, ma rifiutò di accettare l’offerta che Dio, la Persona Suprema, gli faceva. Al contrario, chiese al Signore di impegnarlo nel servizio del Suo servitore, Nàrada Muni. Questa è la caratteristica di un puro devoto. Bisogna in un primo tempo servire il maestro spirituale: non si deve cercare di superare il maestro spirituale e desiderare di servire il Signore Supremo. Questo non è il principio che un vaisnava deve seguire. Narottama Dàsa Thàkura afferma:

tàndera carana sevi bhakta-sane vàsa
janame janame haya, ei abhilàsa

Non bisogna essere ansiosi di offrire un servizio diretto al Signore. Srì Caitanya Mahàprabhu ci consigliò di diventare servitori del servitore del servitore del Signore (gopì-bhartuh pada-kamalayor dàsa-dàsànudàsah). Dobbiamo offrire dapprima il nostro servizio al maestro spirituale, in modo che per la sua misericordia possiamo ottenere la possibilità di avvicinarci a Dio, la Persona Suprema, e offrirGli così il nostro servizio. Mentre istruiva Rùpa Gosvàmi, Srì Caitanya Mahàprabhu affermò, guru-krsna-prasàde pàya bhakti-latà-bìja: si può ottenere il seme del servizio devozionale per la misericordia del guru, del maestro spirituale, e poi per la misericordia di Krishna. Questo è il segreto del successo. Dapprima bisogna cercare di soddisfare il maestro spirituale, e poi bisogna cercare di soddisfare Dio, la Persona Suprema. Anche Srìla Visvanàtha Cakravartì Thàkura afferma, yasya prasàdàd bhagavat-prasàdo: non bisogna cercare di soddisfare il Signore Supremo con le nostre speculazioni; bisogna dapprima essere pronti a servire il maestro spirituale, e quando si saranno acquisite le qualità necessarie, automaticamente ci verrà offerta la possibilità di servire direttamente il Signore. Prahlàda Mahàraja propose dunque di essere impegnato nel servizio di Nàrada Muni e non chiese ma di impegnarsi direttamente al servizio del Signore. Questa è la conclusione giusta. Per questa ragione egli disse, so’ham katham nu visrje tava bhrtya-sevàm : “Come posso lasciare il servizio del mio maestro spirituale, il quale mi ha favorito al punto che ora posso vederTi davanti a me, faccia a faccia!”
Prahlàda Mahàraja pregò il Signore di poter continuare a impegnarsi nel servizio del suo maestro spirituale, Nàrada Muni.