“Krishna sa che dovrai fare una lotta con la tua mente, contro i tuoi sensi e contro la tua intelligenza, però hai Lui come alleato esattamente come lo ebbero i Pandava. Ciò non vuol dire che non ci fu la battaglia; ci fu eccome! Se ti arrendi a Krishna non significa che non dovrai fare la battaglia, ma significa che la vincerai. Vincerai una grande battaglia.”

B.V.Atulananda Acarya Swami




sabato 3 marzo 2018

Parole di Srila Prabhupada: "Ognuno è Dio nel Paradiso degli Sciocchi"




"Ognuno è Dio nel Paradiso degli Sciocchi"

Lettura dello Srimad Bhagavatam 1.15.49 -- Los Angeles, 26 Dicembre, 1973


Tutti sono orgogliosi: "Io conosco, io so tutto, quindi non c'è bisogno di andare da un Guru". Il metodo per rivolgersi a un Guru, un maestro spirituale, invece, è abbandonarsi: "Io so solamente tante cose impure, inutili. Ora gentilmente istruiscimi". Questa si chiama sottomissione. Proprio come disse Arjuna: śiṣyas te 'haṁ śādhi māṁ prapannam (BG 2.7). Quando Kṛṣṇa e Arjuna si misero a discutere fra di loro senza risolvere la questione, allora Arjuna si sottomise a Kṛṣṇa, "Caro Kṛṣṇa, ora stiamo parlando come amici. D'ora in poi, non si faranno più i discorsi amichevoli. Io ti accetto come  mio maestro spirituale. Gentilmente insegnami qual è il mio dovere". Questa è la Bhagavad-gītā.
Quindi, uno deve imparare. Tad-vijñānārthaṁ sa gurum eva abhigacchet [MU 1.2.12]. Questa è l'ingiunzione vedica: qual'è il valore della vita? Come sta cambiando? Come stiamo trasmigrando da un corpo ad un altro? Chi sono? Sono questo corpo o qualcosa d'altro? Queste cose devono essere chieste. Questa è la vita umana. athāto brahma jijñāsā. Questa indagine deve essere fatta. Quindi, in questo Kali-yuga, senza alcuna conoscenza, senza condurre indagini, senza alcun Guru, senza nessun libro, tutti sono Dio. Questo è tutto. Questo è quello che succede. Il paradiso degli sciocchi. Quindi, questo non vi aiuterà. Qui, per quanto riguarda Vidura... anche lui...
viduro 'pi parityajya
prabhāse deham ātmanaḥ
kṛṣṇāveśena tac-cittaḥ
pitṛbhiḥ sva-kṣayaṁ yayau
(SB 1.15.49)
Vidura era Yamarāja. Una persona santa fu condotta dinanzi a Yamarāja per essere punita. Quando la persona santa chiese a Yamarāja: "Io non ricordo di aver commesso alcun peccato durante la mia vita, perché sono stato portato qui per essere giudicato?" Così Yamarāja disse: "Tu non ricordi, nella tua infanzia hai punto una formica con un ago infilzandola nel retto, e lei è morta. Perciò devi essere punito". Vedete? Durante l'infanzia, per ignoranza, poiché ha commesso qualche peccato, deve essere punito. E noi, consapevolmente, contro il principio religioso di "Non uccidere", abbiamo aperto tante migliaia di mattatoi, offrendo l'assurda teoria che l'animale non ha l'anima. Guardate che allegria. E questa cosa sta continuando. E poi diciamo di desiderare la pace...