“Krishna sa che dovrai fare una lotta con la tua mente, contro i tuoi sensi e contro la tua intelligenza, però hai Lui come alleato esattamente come lo ebbero i Pandava. Ciò non vuol dire che non ci fu la battaglia; ci fu eccome! Se ti arrendi a Krishna non significa che non dovrai fare la battaglia, ma significa che la vincerai. Vincerai una grande battaglia.”

B.V.Atulananda Acarya Swami




domenica 23 dicembre 2018

"I Requisiti di un Discepolo" di Srila B.R.Sridhara Maharaja


Risultati immagini per srila sridhara maharajatad viddhi pranipatena pariprasnena sevaya
upadeksyanti te jnanam jnaninas tattva darsinah

“Cerca di conoscere la verità avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. L'anima realizzata può rivelarti la conoscenza perchè ha visto la verità”
B.G.4,34

Krishna ci fornisce, qui, il modello sul quale basarci per capire da una fonte autentica “ciò che in verità è”. Il campione di misurazione della verità e della menzogna non deve venire da un piano viziato e vulnerabile, ma da un piano reale, e per realizzarlo dobbiamo avere questi tre requisiti: pranipat, pariprasna e seva. Pranipat significa che dobbiamo arrenderci a questa conoscenza che non è ad un livello ordinario e non ha un soggetto che noi possiamo far diventare un oggetto, ma essa stessa è il super-soggetto. Noi possiamo essere i soggetti in questo mondo grossolano, ma per essere toccati dalla super-conoscenza di quel piano, dovremo diventare gli oggetti. Pranipat significa avvicinare un Maestro Spirituale con questa attitudine: “Ho finito con le esperienze di questo mondo esterno, non ho nessuna attrazione per questo piano nel quale ho già viaggiato. Ora offro me stesso esclusivamente sul Tuo altare. Desidero ricevere la Tua grazia”. Dovremmo avvicinare la più alta conoscenza con questo sentimento. Pariprasna significa onestà, domanda sincera. Dobbiamo porre delle domande abbandonando la tendenza alla discussione e lo spirito di controversia. Tutti i nostri sforzi dovrebbero essere incentrati verso un atteggiamento positivo idoneo per apprendere la Verità, lasciando lo spirito dubbioso e sospettoso. Con piena attenzione dovremmo cercare di capire la verità, perché ci viene data da un piano di realtà superiore che non abbiamo mai conosciuto. Per concludere troviamo seva,  servizio. Questo è l’aspetto più importante. Stiamo cercando di giungere alla conoscenza non per ricavare un aiuto da quel livello, non per poter utilizzare quell’esperienza in questo piano di vita, ma per impegnarci a servirla. Solo con questa attitudine possiamo avvicinare questo livello di conoscenza. Dovremmo servire la più alta conoscenza, non cercare di farci servire da essa, altrimenti non ci sarà concesso di entrare in quel mondo. La conoscenza suprema non ci viene data per servire questo piano inferiore, ma per offrire noi stessi ed essere utilizzati da Lei. Non dobbiamo cercare di usarLa egoisticamente per soddisfare i nostri bassi scopi. Egli non deve dedicarsi a noi per soddisfare i nostri scopi animaleschi; al contrario, siamo noi che dobbiamo dedicarci a Lui in un sentimento di servizio. Con questa attitudine dobbiamo cercare il piano della vera conoscenza e ricevere un modello di comprensione che ci faccia capire “ciò che in verità è” ed avere un’appropriata valutazione del nostro ambiente. Nella cultura Vedica la conoscenza assoluta è sempre stata impartita solo con questo processo e mai attraverso un approccio intellettuale. Srila Prabhupada Bhaktisiddhanta era solito fare l’analogia dell’ape: il miele è nel barattolo chiuso con il tappo, e l'ape cerca di gustare il miele leccando il barattolo, ma così come l’ape non può gustare il miele in questo modo, gli intellettuali non possono avvicinare il mondo dello spirito. Possiamo pensare di averlo raggiunto, ma non è cosa possibile: la barriera è lì, proprio come il vetro della bottiglia. Il conseguimento intellettuale non è il conseguimento reale della conoscenza superiore. Solo attraverso la fede, la sincerità e la dedizione possiamo raggiungere quel regno superiore e diventarne membri. Possiamo entrare in quel piano superiore solo se ci viene dato un visto di ingresso; solo in questo modo possiamo entrare nella terra dell’esistenza divina. Un candidato deve possedere questi tre requisiti per essere in grado di avvicinare la verità, la quale è situata su un piano superiore della Realtà Assoluta. Egli può avvicinare la Verità Assoluta solo con un’attitudine di umiltà, sincerità e dedizione.
 Nello Srimad-Bhagavatam e nei Veda troviamo una affermazione simile. Nelle Upanisad è detto:

tad vijnanartham sa gurum evabhigacchet samit panih srotriyam brahma nistham

 “Avvicina un maestro spirituale non casualmente o esitando, ma col cuore candido e sincero.”

Tratto da "Il Guru e la Sua Grazia"